alessio ninu

IL QUINTO INVERNO

Sopra in un angolo la testa è una botola,
e tu mi hai portato lì, bendata e bendandomi,
per prenderci sospesi al margine dei nostri appelli.
E chiamo, richiamami... non dormo da un attimo.
Il sole a riprenderci, col sole conoscerci
e scordarcelo volutamente per un ripasso...
Mi porto un corpo, sempre lo stesso,
ferito a vita dal tuo malanno.
Del mio passante lungo la porta
mi son giocato la chiave e il sonno.
E' il quinto inverno che ti attraverso
con il riarmo dei miei percorsi...
Tra baci e morsi ti chiedo un graffio,
così mi dici se ancora scorri.
E' un rischio combatterci
ma è meglio del solito che passa piattissimo,
per cui so benissimo che arrendersi
ai tuoi difetti e ai miei in fondo è un vanto...
Dai via al duello, ti sfido a nozze tra le tue fronde ed i miei venti.
Sfinito e matto ti cedo il sasso del mio intelletto e del distacco:
e lancialo per poi riprenderlo lungo il tuo viaggio.

a l e s s i o n i n u . i t